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Capitolo 2
Il sangue

Circa il 55% del sangue è costituito da una parte fluida - il plasma - che contiene la componente cellulare (eritrociti, leucociti, piastrine) e nella quale sono disciolte varie molecole solubili (protidi, glucidi, lipidi, vitamine, ormoni e sali).

Le proteine plasmatiche (6-8g/100ml) sono schematicamente suddivise in albumine e globuline (1, 2, , ) (Fig.2.1; Tab.2.2).

L’albumina regola la pressione osmotica del sangue (pressione oncotica) e svolge funzioni di trasporto di ormoni, prodotti del metabolismo, ioni e farmaci. Le globuline hanno attività di trasporto [aptoglobine che legano l’emoglobina, transferrina che lega il ferro, lipoproteine che legano le molecole lipidiche (Tab.2.3; Fig.2.3)], immunitaria [anticorpi (Tab.2.4)], enzimatica.

Quest’ultimo gruppo comprende bassissime concentrazioni di enzimi normalmente distribuiti a livello tissutale, che possono aumentare drasticamente nel plasma in caso di danno e rappresentano quindi un sensibile indice diagnostico (creatina chinasi, lattato deidrogenasi, transaminasi, amilasi, lipasi, fosfatasi acida, fosfatasi alcalina).

Nel sangue circolante sono presenti 3 tipi di cellule mature [eritrociti, leucociti e piastrine (Tab.2.5; Fig.2.5)].

Gli eritrociti maturi (Fig.2.6) sono cellule prive di nucleo e di organuli cellulari, con un metabolismo energetico dipendente esclusivamente dall’ATP prodotto glicoliticamente. Sostanzialmente, la loro attività consiste nel trasporto dell’ossigeno e dell’anidride carbonica, mediante il legame a una proteina caratteristica: l’emoglobina (Fig.2.12).

I leucociti (Fig.2.18) partecipano a meccanismi di protezione e immunitari, e vengono riferiti a una linea mieloide (neutrofili, eosinofili, basofili e monociti) e a una linea linfoide (linfociti T, B e cellule K). Uno dei ruoli principali dei leucociti è la fagocitosi, ovvero la capacità di conglobare e distruggere componenti estranee all’organismo (Fig.2.19) o cellule senescenti (Fig.2.20).

Le piastrine partecipano all’emostasi e mantengono l’integrità capillare (Fig.2.22) attraverso i processi di adesione e aggregazione che sono mediati da complesse interazioni recettoriali con molecole adesive extracellulari (Fig.2.23), con la conseguente attivazione di un’articolata serie di vie di trasduzione del segnale intracellulare (Fig.2.24).

La coagulazione del sangue è il processo che arresta la perdita di sangue conseguente a una lesione vascolare. In questo caso il trauma attiva la cosiddetta via estrinseca, alla quale partecipano fattori provenienti dai tessuti danneggiati (Fig.2.25). Anche un rallentamento del flusso del sangue o alterazioni della parete vascolare, in assenza di emorragia, possono attivare la coagulazione mediante la cosiddetta via intrinseca, che utilizza solo fattori presenti nel sangue (Fig.2.25). Entrambe le vie convergono in una via finale comune che determina la formazione di un polimero di fibrina che intrappola gli elementi corpuscolati del sangue (Fig.2.26; Fig.2.29).

La linfa è il liquido interstiziale dei tessuti, costituito da una parte liquida simile al plasma sanguigno e una corpuscolata, rappresentata principalmente da linfociti.

 

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