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Capitolo 4
Il tessuto adiposo

Il tessuto adiposo rappresenta la sede primaria di riserva energetica accumulata sotto forma di trigliceridi. I lipidi hanno una resa energetica assai piu' elevata dei glucidi (9,1 Kcal/g contro 4,0 Kcal/g) e la loro ossidazione produce un quantitativo di ATP 4,5 volte maggiore. Nel tessuto adiposo i meccanismi che controllano l'equilibrio tra deposizione e mobilizzazione lipidica sono dipendenti sia dall'attivita' del sistema neuroendocrino sia dallo stato nutrizionale. In condizioni di normale alimentazione gli adipociti presentano un'unica grande goccia lipidica immersa nel citoplasma (conformazione uniloculare) che a digiuno si trasforma in numerose gocce più piccole (conformazione multiloculare), con riduzione delle dimensioni cellulari (Fig.4.1).

In condizioni postprandiali il maggior rilascio di insulina favorisce il deposito dei trigliceridi. Gli acidi grassi utilizzati per la lipogenesi provengono infatti prevalentemente dai chilomicroni dell'intestino e dalle VLDL epatiche. I trigliceridi contenuti in queste lipoproteine vengono idrolizzati a glicerolo e acidi grassi ad opera della lipoproteina lipasi. Questo enzima e' situato sulle cellule endoteliali dei capillari e viene attivato dall'insulina. Anche l'ingresso del glucosio e' favorito dall'insulina attraverso un meccanismo di trasporto facilitato. L'assunzione di glucosio e' essenziale per l'attività lipogenetica dell'adipocita in quanto il glucosio viene convertito in acidi grassi, fornisce potere riducente (NADPH) per la loro sintesi attraverso il ciclo dei pentosi e forma glicerolo fosfato tramite riduzione del diossiacetonfosfato, un intermedio della glicolisi (Fig.4.3).

In condizioni di digiuno o di ipoglicemia si verifica una situazione metabolica opposta. L'increzione di glucagone favorisce la lipolisi per stimolazione della trigliceride lipasi, detta anche lipasi ormone-sensibile, attraverso un meccanismo AMPc-dipendente (Fig.4.5). La trigliceride lipasi puo' essere stimolata anche dalle catecolamine, con un meccanismo intracellulare del tutto analogo a quello utilizzato dal glucagone. Sia l'adrenalina che la noradrenalina possono essere maggiormente rilasciate nel torrente circolatorio durante un prolungato sforzo muscolare. L'attivita' metabolica del tessuto adiposo e' quindi strettamente integrata con quella di altri tessuti specializzati, come il fegato e il muscolo scheletrico (Fig.4.2). Tali interrelazioni consentono di mantenere costante il livello ematico di glucosio, di garantire un sufficiente apporto di substrati energetici ai tessuti, e di provvedere al loro deposito in risposta ad un eccesso di nutrienti. La stimolazione della lipolisi da parte delle catecolamine inizia con l'interazione dell'ormone con il -recettore che, tramite l'AMPc, attiva la proteina chinasi A. Quando lo stimolo delle catecolamine si protrae piu' a lungo viene inoltre innescato il processo di trascrizione genica per effetto della fosforilazione, operata dalla proteina chinasi A, della proteina CREB che riconosce particolari regioni del promotore denominate "cAMP response elements".

Il tessuto adiposo che costituisce il deposito di riserva energetica lipidica viene definito col termine di tessuto adiposo "bianco", in contrapposizione al tessuto adiposo "bruno" che presenta caratteristiche morfologiche, biochimiche e funzionali differenti (Tab.4.1).

Esso è piu' abbondante nei primi mesi di vita e tende lentamente a regredire con l'eta', rimanendo comunque presente in alcune parti del corpo che necessitano di una maggiore protezione termica. Il tessuto adiposo bruno deve il suo nome al colore scuro conferito della maggiore presenza di vasi sanguigni e di adipociti strettamente addensati e assai ricchi di mitocondri e citocromi. In questo tessuto le catecolamine attivano la trigliceride lipasi che, a differenza del tessuto adiposo bianco, libera acidi grassi direttamente nel citoplasma (Fig.4.7). Essi vengono ossidati nei mitocondri producendo substrati ridotti per la catena respiratoria. La presenza di una proteina disaccoppiante (UCP), la cui sintesi e' indotta dalle stesse catecolamine, determina la produzione di calore a scapito della formazione di ATP.

Il tessuto adiposo può svolgere infine funzioni secretorie. Gli adipociti sono infatti capaci di produrre non solo composti direttamente intercalati nelle principali vie metaboliche, ma anche altri che possiedono funzioni altamente specializzate, come per esempio quelle degli ormoni e dei fattori di crescita cellulare (Tab.4.4).

Tra le proteine secrete dal tessuto adiposo quella che ha suscitato più interesse e' la leptina. Essa rappresenta il principale messaggero che stimola i centri cerebrali della sazietà in maniera proporzionale alle dimensioni raggiunte dal tessuto adiposo. La leptina, inoltre, e' capace di esercitare azioni dirette sul metabolismo cellulare e di modulare numerosi processi biologici, tra cui il trofismo dei tessuti, la risposta immunitaria e il controllo della pressione arteriosa, tanto che viene sempre piu' paragonata ad un vero e proprio ormone.

La funzione del tessuto adiposo come organo secretore si estende inoltre alla sintesi dei principali ormoni sessuali . Alcuni enzimi chiave nella sintesi degli estrogeni e degli androgeni, come la P-450 aromatasi, la 3 -idrossi-deidrogenasi e la 17 -idrossi-deidrogenasi, sono espressi infatti nel tessuto adiposo. Numerosi precursori di ormoni steroidi vengono inoltre metabolizzati dal tessuto adiposo e da altri tessuti periferici, tanto che questa sintesi extra-gonadica sembra produrre circa il 40% degli androgeni ed estrogeni attivi nell'uomo e nella donna. La formazione di ormoni sessuali negli adipociti puo' quindi assumere un ruolo non secondario in considerazione dell'ampia distribuzione di questo tessuto nel corpo umano e delle possibili ripercussioni nei soggetti obesi.

 

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